L’azienda Capetta nasce nel 1953 come “Ditta individuale Capetta Francesco”, quando il fondatore acquista una vecchia cantina in un luogo isolato del comune di Santo Stefano Belbo. La cantina, provvista di quattro vasche in cemento da cento ettolitri e di alcune botti in legno, viene subito dotata di una pigiatrice in legno, di una pressa e di un grosso torchio, per poter compiere alcune elementari operazioni per la lavorazione del vino. Verso il 1959, viene introdotta una piccola riempitrice a due becchi, con cui si iniziano ad imbottigliare fiaschi e bottiglie.
Nel 1960 la cantina può, a tutti gli effetti, essere considerata un’impresa vinicola; al suo interno si compie l’intero “ciclo del vino”, dalla pigiatura delle uve , all’imbottigliamento e confezionamento delle bottiglie nelle casse di legno.
Nel 1960 Francesco Capetta finanzia la costruzione del primo capannone, motivato dall’intenzione di produrre spumanti. Proprio in questo periodo infatti emerge negli Italiani il desiderio di assaporare “il vino con le bollicine”. Il primo impianto, completamente manuale, per la produzione dello spumante viene introdotto nel 1962.
A cavallo tra il 1963 e il 1964 viene installata la prima linea manuale di imbottigliamento dello spumante, costituita da: una riempitrice, una tappatrice, un’asciugatrice, un’etichettatrice per attaccare alle bottiglie etichette e collarini. I capsuloni, in pratica le strutture cartacee a protezione del tappo a fungo, continuano invece ad essere messi a mano. Prima dell’introduzione di questa linea di imbottigliamento, il confezionamento delle bottiglie era quasi un rito, svolto dagli incaricati con la massima attenzione. Il personale, seduto su sgabelli, teneva sulle gambe uno strumento concavo comunemente chiamato culla su cui veniva appoggiata la bottiglia che veniva asciugata, etichettata, pulita, avvolta con cura nella carta velina e riposta orizzontalmente in una cassa di legno.
Nella seconda metà degli anni ’60, l’azienda inizia a produrre Vermouth.
Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, vista la crescente domanda di vini in bottiglia proveniente dal mercato, l’azienda acquista nuovi terreni dove costruire un piccolo capannone in cui iniziare l’imbottigliamento industriale dei vini.
Tra il 1974 e il 1975, dopo l’ampliamento degli immobili industriali, viene inserita la prima linea di imbottigliamento vini completamente automatizzata, completa anche di sciacquatrice per le bottiglie vuote.
Nella seconda parte degli anni ’70, dopo l’acquisto di un nuovo terreno, viene edificato un nuovo capannone, al cui interno vengono trasferiti i reparti di pigiatura e vinificazione. L’evoluzione che l’azienda vive in questi anni è continua e dovuta alla forte domanda che continuava a sussistere nonostante la crisi petrolifera ed energetica.
È l’epoca in cui tutto sembra possibile e la famiglia Capetta investe, senza tregua, nella tecnologia e nell’edificazione degli immobili aziendali. È di questo periodo, tra l’altro, la costruzione di una palazzina per gli uffici, ospitati, fino ad allora, al pianterreno dell’abitazione della famiglia.
Il 5 novembre 1994 l’azienda rimane alluvionata. I danni sono ingentissimi: la linea di imbottigliamento degli spumanti rimane ferma dodici giorni, quella dei vini, appena rinnovata, un intero mese. Solo l’entusiasmo di Francesco Capetta e l’impegno della famiglia, dei dipendenti e di numerosi amici permette all’azienda di tornare alla piena operatività in tempo per le festività natalizie.
Oggi, dopo ben oltre 50 anni di storia costellati da ampliamenti e ammodernamenti, l’azienda Capetta è fiera di essere diventata un’importante realtà nel panorama dell’enologia piemontese.
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